SABATO
Il volo è alle 12.30, ma entro le 11 io, Moni, Anastasia e Cristina siamo già tutte a Malpensa. Abbiamo già in mano le carte d'imbarco ma per eccesso di zelo facciamo comunque la coda al check-in. Ai controlli bagagli fila tutto liscio a parte il liquido delle lenti a contatto, che devo lasciare a terra (provvidenziale la presenza di Andrea!) ed entro breve siamo sull'aereo, destinazione: MADRID. Volo tranquillo tra una chiacchiera e l'altra, atterriamo che ci siamo già fatte un aggiornamento quasi completo delle nostre vite (Anastasia ha anche il tempo di rimorchiare il belloccio seduto di fianco a lei, un non meglio precisato cantante spagnolo- commento inapropriato mari: 1. non era belloccio 2. cantava canzoni dal titolo molto evocativo come blanca de culo non si mi spiego ahahah). All'uscita ci aspetta Anna, arrivata da Roma. Strilli baci e abbracci e via che si parte! L'aggiornamento sui fatti nostri ricomincia da zero!
Durante il viaggio in metro verso l'ostello per depositare i bagagli chiacchieriamo allegramente nella calca e una volta scese scopro di esser stata borseggiata: il portafoglio non c'è più e con lui han preso il volo un po' di soldini. Ma che problema c'è, ho ancora una piccola scorta e soprattutto il bancomat! (peccato che scoprirò presto che i bancomat locali si rifiutano di leggere la mia tessera... Mistero). Ma la cosa più importante è che non tengo mai i documenti insieme ai soldi. A parte la scocciatura del danno economico, possiamo evitare di perder tempo con una denuncia.
Arriviamo all'ostello, prendiamo possesso della stanza, lasciamo i bagagli e finalmente iniziamo il tour, quando ormai è il tramonto.
Da Anton Martin percorriamo Calle Atocha in direzione sud, fino a che sulla nostra destra, passando per una via laterale, non troviamo il museo Reina Sofia. L'ingresso è gratuito, e la prima cosa che facciamo è salire sugli ascensori di cristallo per goderci la vista dall'alto. Dopodiché scatta la caccia ai Picasso presenti nel museo, che culmina con Guernica; non abbiamo il tempo di vedere tutto, e siamo costrette a fare una selezione (un po' a spanne dato che non ci siamo procurate una mappa del museo). Segue la visita al padiglione progettato da Jean Nouvel, almeno dall'esterno. Ormai è buio ed è difficile farsi un'idea chiara del complesso da lui progettato; l'unica cosa ben illuminata è la biblioteca, in cui spiccano due volumi a sbalzo, uno dei quali contiene il bookshop: naturalmente entriamo. Lì restiamo una mezz'ora e cioè fino alla chiusura.
Salutiamo Jean Nouvel e attraversiamo la strada per andare alla stazione di Atocha renfe, dove la grande copertura in ferro e vetro costituisce una serra all'interno della quale trovano posto palme, piante varie e un laghetto con le tartarughe. Sono quasi le 10 e dobbiamo ancora cenare: ci siamo già adeguate agli orari locali. Ci spostiamo in metro fino a Sol e lì ceniamo con tapas e birra. Mangiamo abbondantemente con solo 7€ a testa. La lunga giornata ormai è finita: ci re-immergiamo nella calca della Plaza Puerta del Sol dove svetta un grande albero di natale di luminarie, ma solo per raggiungere la metro e lasciare che ci riporti ad Anton Martin.












