giovedì 20 maggio 2010

SpreadArch meet D. Barenboim

Premessa: io e Vale ci stiamo dedicando ad una tesi progettuale sul tema del Musikkindergarten, un asilo musicale fondato da Barenboim a Berlino. Così oltre a visitare l'asilo abbiamo cercato di incontrare il "Maestro" (pronunaciare tale parola con ammirazione e soggezione).

Quando ormai avevamo rotto le palle a chiunque potessimo romperle, e ci eravamo rassegnate a non riuscire a incontrare Barenboim, 2 giorni fa la sua segretaria ci fa sapere che dopo lo spettacolo di ieri sera (per il quale avevamo comprato i biglietti) Barenboim ci avrebbe ricevuto nel backstage. 
Finito lo spettacolo, bello dobbiamo ammettere anche se nessuno dei presenti (io, Vale, Moni e Andrea) aveva letto in anticipo il libretto quindi non abbiamo capito niente, ci siamo informate di come arrivare ai camerini e dopo qualche piccolo disguido ce l'abbiamo fatta. Forse il tempismo non è stato dei migliori dato che eravamo le ultime in attesa per vedere il "Maestro" (sempre pronunciato con ammirazione e soggezione).
Aspettiamo per 20 minuti buoni (18 dei quali usati dalle stesse persone + 2 usati da quelli prima di noi), finalmente è il nostro turno.

La scenetta si è svolta più o meno così (Andrea e Moni hanno aspettato in disparte).
V=Vale
MT=io
B=il "Maestro" (per l'ultima volta pronunciato con ammirazione e soggezione)

V+MT  Buonasera Maestro
MT porge i fiori acquistati per l'occasione
B Per me?
MT Sì, con i nostri complimenti
B prende i fiori, poi inizia a cercare le sue scatole di sigari e a parlare con una signora (moglie?) che sta al telefono per decidere con qualcun altro dove andare a cena. La cosa va avanti per alcuni minuti.
V+MT sono basite: inizialmente pensano che lui debba fare un attimo una cosa quindi educatamente non lo interrompono aspettando che torni a dedicarsi a loro; pian piano acquistano consapevolezza che ciò non avverrà mai. Stanno lì impalate.
B con la signora moglie e la segretaria se la sta per svignare senza aver più cacato di striscio le nostre eroine.
MT si fa coraggio: Noi siamo venute a parlarle perchè volevamo progettare un Musikkindergarten qui a Milano...
V Siamo anche state a Berlino e la realtà dell'asilo musicale ci ha entusiasmato!
MT Quindi volevamo sapere cosa ne pensa, un parere, un consiglio...
B Sì sì ottima idea, bisogna farlo, volevo farlo io ma poi ho avuto troppo da fare. Parlate con lui! (indica in alto: Dio? no, il soprintendente della Scala)
MT Noi abbiamo parlato con quelli dell'Accademia...
B No, lasciate perdere, dovete parlare con lui, il soprintendente.
B se ne va, e con lui pure tutta la nostra stima nei suoi confronti.

Commento finale: non avevamo certo la pretesa che il "Maestro" (ormai pronunciato con antipatia) ci dedicasse chissà quanto tempo, anche noi avevamo fame dato che non avevamo mangiato prima dello spettacolo. Però avrebbe potuto essere un minimo più educato, se non mi fossi intrufolata con la mano (avendo equivocato il gesto) mentre stava per prendere i fiori manco la mano ci avrebbe stretto. Poi mi risulta abbastanza evidente che del Musikkindergarten non gliene può fregare di meno. Andiamo bene...

2 commenti:

Valentina ha detto...

La Mary ha descritto perfettamente come è andata la serata.
Preferisco non aggiungere altro, perchè come sempre parto con l'entusiasmo a 1000, ma quando la delusione è grande rischio di diventare volgare ed è meglio che non lo metta nero su bianco. Senza dubbio il sig. Barenboim (notare la s minuscola) ha perso una "fans" e gli fischieranno le orecchie per un bel pò di tempo !

anasta ha detto...

ma che bastardo merdone!!!!!!!!!!!!!